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Capitolo 1.   Ubuntu

In questo documento si prende in considerazione la versione «desktop» di Ubuntu, cioè quella utilizzabile come distribuzione live e poi installabile con procedimento semiautomatico.

E' però importante sapere che esistono anche la versione per server, per architettura amd64, oltre alla versione alternate) con la quale il procedimento di installazione è quello «tradizionale», meno semplice ma preferibile per chi vuole un livello maggiore di personalizzazione del sistema.

I requisiti hardware per potere installare e usare in modo accettabile le varie distribuzioni di Ubuntu sono:

1.1   Presentazione di Ubuntu

Accanto a Ubuntu vengono sviluppate alcune versioni denominate «derivate ufficiali» che sono supportate dalla Canonical che è l'azienda che sviluppa Ubuntu; esse si differenziano per l'ambito di utilizzo o, più spesso, per il gestore dell'ambiente grafico (diverso da quello di Ubuntu che è Gnome); tra le altre possiamo citare:

Ci sono poi le distribuzioni «derivate riconosciute» (da Canonical) come ad esempio:

Infine troviamo le distribuzioni «derivate non ufficiali» che non sono supportate da Canonical e hanno obiettivi e repository (archivi dei pacchetti software) separati da quelli ufficiali; sono molto numerose e tra esse si distinguono:

Riguardo alla scelta della versione da utilizzare, le discussioni su quale sia la migliore non sono mai giunte ad una conclusione condivisa dalla maggior parte degli utenti e sono (a mio parere) anche abbastanza sterili; la cosa più opportuna è che ognuno provi le varie soluzioni e poi usi quella che lo convince di più o che è più rispondente alle proprie esigenze.

1.2   Installazione di Ubuntu

Non prendiamo in considerazione la possibilità di installare Ubuntu direttamente dall'ambiente Windows, cosa possibile grazie all'eseguibile wubi.exe presente nel cd live, preferendo l'installazione con il dual-boot «tradizionale».

Avviando la macchina con il cd di Ubuntu si deve per prima cosa scegliere la lingua utilizzata nella fase di installazione, e il tipo di attività da svolgere, come mostrato in figura 1.1;

Figura 1.1.

figure/ubuntu01

Come si vede si può scegliere di provare il sistema live dal cd senza alterare la situazione presente sul disco fisso oppure di installare direttamente Ubuntu.

Supponiamo di scegliere la seconda alternativa notando che comunque anche dalla versione live è possibile fare l'installazione, in modo del tutto equivalente, cliccando sull'icona mostrata nella figura 1.2.

Figura 1.2.

figure/ubuntu02

L'installazione inizia con alcune schermate (delle quali è mostrata solo la prima in figura 1.3)

Figura 1.3.

figure/ubuntu03

con le quali si effettuano le scelte relative al fuso orario e al tipo di tastiera.

La schermata successiva è molto importante in quanto si riferisce al partizionamnto del disco (figura 1.4).

Figura 1.4.

figure/ubuntu04

Vengono proposte alcune alternative di configurazione dello spazio su disco per la maggior parte «automatiche»; il consiglio è di optare per la prima scelta che solitamente non dà problemi e ridimensiona automaticamente una delle partizioni presenti per «fare spazio» per GNU/Linux.

Con la schermata successiva si ha la possibilità di immettere nome e password dell'utente principale del sistema nonché di definire il nome del computer (vedi figura 1.5).

Figura 1.5.

figure/ubuntu05

Infine, dopo una eventuale schermata utile ad importare i profili relativi a utenti presenti in altri sistemi installati, appare un riepilogo delle impostazioni utilizzate per l'installazione (figura 1.6).

Figura 1.6.

figure/ubuntu06

Da questo punto l'installazione procede in modo del tutto automatico fino a giungere alla schermata di conferma (figura 1.7).

Figura 1.7.

figure/ubuntu07

Riavviando la macchina si ottiene il menu del boot-loader grub (simile a quello della figura 1.8);

Figura 1.8.

figure/ubuntu08

esso viene configurato automaticamente durante l'installazione in modo un po' «partigiano», cioè impostando Ubuntu come sistema da avviare per default a scapito di altri sistemi operativi preesistenti; questi ultimi vengono comunque riconosciuti ed inseriti nel menu la cui struttura può poi essere modificata (con le modalità mostrate nel prossimo paragrafo) intervenendo sul file di configurazione /etc/default/grub.

Tornando al boot del sistema: se scegliamo di avviare Ubuntu, terminate le operazioni di avvio, si arriva alla schermata di login grafico (figura 1.9) e si può iniziare a lavorare accreditandosi con il nome utente e la password definite in sede di installazione.

Figura 1.9.

figure/ubuntu09

1.3   Usare Ubuntu

Se si dispone di un collegamento veloce a Internet è opportuno rispondere affermativamente all'eventuale richiesta di installazione del supporto per le lingue (tale operazione potrebbe essere anche avvenuta durante l'installazione, in caso fosse stata già disponibile la connessione alla rete).

Questo paragrafo non vuole essere un manuale di uso di Ubuntu (ben altro sarebbe lo spazio necessario) da aggiungere ai numerosi presenti in rete (ad esempio in <http://help.ubuntu-it.org/>) o in libreria; il suo scopo è solo quello di dare qualche suggerimento relativo all'esecuzione di quei comandi per i quali è necessario possedere i diritti del superuser «root».

Nelle varie versioni di Ubuntu infatti tale utente è disattivato per default e ci si collega con il nome utente definito al momento dell'installazione.

Se si devono eseguire, dall'interfaccia testuale, comandi che necessitano dei privilegi di root, occorre anteporre ad essi il comando «sudo»; in questo modo prima dell'esecuzione del comando viene richiesta l'immissione della password dell'utente.

Se invece si eseguono funzioni presenti nei menu dell'interfaccia grafica, è il sistema che richiede automaticamente, con apposito modulo a video, la password per acquisire i suddetti privilegi.

Come esempi di quanto detto vediamo prima le operazioni da svolgere per modificare il file /etc/default/grub di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente:

Come esempio di esecuzione di una funzionalità grafica che richiede i privilegi del superuser vediamo invece come attivare il programma per la gestione dei pacchetti software:

1.4   Aggiunta pacchetti software

Se è necessario installare pacchetti aggiuntivi e non è possibile usufruire di uno degli ottimi strumenti di aggiornamento on-line come «synaptic» (utilizzabili solo se abbiamo un collegamento veloce a Internet) possiamo procurarci i pacchetti software da installare su un cd o una penna usb (ad esempio da un amico munito di linea ADSL) e poi operare come segue:


Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome ubuntu.html

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