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Capitolo 2.   Ubuntu-FF

Come detto Ubuntu-FF nasce come modifica di Ubuntu 10.04 versione desktop a 32 bit, ottenuta usando il pacchetto remastersys.

2.1   Motivazioni per la creazione di Ubuntu-FF

Ubuntu-FF è stata da me concepita allo scopo di avere una distribuzione comprendente tutto l'occorrente per le attività didattiche di programmazione (tradizionale, ad oggetti, per il Web) e di configurazione e gestione dei principali servizi di rete.

L'idea è quella di fornire una distribuzione di questo tipo agli studenti di scuole superiori ad indirizzo informatico (come l'ITIS Abacus in cui insegno Sistemi Informatici).

Infatti, a quanto mi risulta, una distribuzione con queste caratteristiche non esiste; le varie distribuzioni «EDUqualcosa» sono rivolte ad altri tipi di scuole oppure si pongono l'obiettivo (comunque da apprezzare) di fornire strumenti liberi per la didattica di altre discipline.

2.2   Natura delle modifiche

Le modifiche consistono nell'aggiunta di molti pacchetti software e di file di documentazione; non è stato tolto nessun pacchetto dalla versione originale di Ubuntu-10.04.

Per questo le dimensioni dell'immagine iso della distribuzione sono molto cresciute (intorno ai 3 GB) ed è quindi necessario utilizzare un DVD anziché un CD mentre la dimensione del sistema installato sale a circa 9 GB.

La memoria centrale necessaria per poter lavorare con tempi accettabili è di almeno 768 MB.

Oltre ai pacchetti utili per le attività di programmazione e di configurazione di alcuni servizi di rete sono stati aggiunti molti materiali di documentazione su tali tematiche e su GNU/Linux e il software libero.

Infine sono inclusi alcuni pacchetti di varia utilità e altri da usare per svago.

2.3   Elenco dei pacchetti aggiunti

2.3.1   Programmazione

2.3.2   Educational

2.3.3   Documentazione

Sono inoltre stati inseriti e sono disponibili nel sito Web locale (http://localhost), attivabile dopo l'installazione, i seguenti materiali:

2.3.4   Server e Data Base

2.3.5   Utilità varie

2.3.6   Svago

2.4   Installazione di Ubuntu-FF

Una immagine della distribuzione è disponibile per lo scaricamento all'indirizzo <http://www.maxplanck.it/ubuntuff>.

L'installazione avviene con gli stessi passi di quella della versione standard di Ubuntu se si eccettuano le prime schermate.

Effettuando il boot da dvd (o da chiavetta usb) si ottiene infatti una prima schermata contenente solo un prompt «boot:» sul quale basta premere [Invio]; si arriva così al menu mostrato nella figura 2.1 con il quale si può scegliere di provare la versione live (prima scelta) oppure di installare il sistema (terza scelta).

Figura 2.1.

figure/ubuntuff01

Contrariamente alle versioni «live normali», la live di Ubuntu-FF impone di accreditarsi per usare il sistema; l'utente da usare è ubuntu con password ubuntu (vedi figura 1.9).

Nel desktop, mostrato nella figura 2.2, non è presente l'icona per l'installazione diretta dal sistema live; si può ovviare usando il comando ubiquity in un terminale grafico oppure selezionando la voce «Installa RELEASE» del menu «Sistema --> Amministrazione».

Figura 2.2.

figure/ubuntuff02

Si consiglia di denominare l'utente predefinito come ubuntu con password ubuntu; infatti questo è l'utente usato per la configurazione dei vari servizi installati (webmin, slapd, ecc.) nella distribuzione personalizzata.

In qualche caso, dopo l'installazione sul disco fisso, l'utente predefinito potrebbe non essere attivo; provare allora con root con password ubuntu.

Questo vale anche per alcuni servizi (esempio phpmyadmin) in cui l'utente amministrativo può essere root (sempre con password ubuntu); quindi se qualcosa non funziona con la prima alternativa occorre provare anche con l'altra.

2.5   Note di utilizzo

Elenchiamo alcuni comandi e interventi di configurazioni molto importanti.

2.5.1   Terminale per comandi testuali

Per aprire un terminale da cui eseguire comandi testuali occorre attivare la scelta «Terminale» dal menu «Applicazioni-->Accessori».

In caso sia necessario eseguire comandi con i privilegi del superutente (root) occorre far precedere il comando da sudo; si riceve richiesta della password (quella dell'utente ubuntu) per procedere.

Cosa analoga accade quando si eseguono compiti amministrativi accedendo alle relative funzioni dai menu dell'interfaccia grafica; anche in questo caso si deve inserire la password, stavolta in un apposita maschera di richiesta.

Se si vuole eseguire un programma grafico per cui non servirebbero i privilegi di root, ad esempio edit, avendo però tali privilegi (in modo da poter editare dei file altrimenti inaccessibili), occorre eseguire da un terminale:

gksudo gedit

per procedere si riceve la richiesta di password.

2.5.2   Menu del boot manager grub

A causa di un problema in grub2 il menu del boot manager al riavvio dopo la riaccensione prevede solo la voce del sistema Ubuntu appena installato.

Per ripristinare il corretto funzionamento di grub2, in modo che riconosca anche gli eventuali altri sistemi presenti, eseguire i seguenti comandi come utente ubuntu in un terminale:

sudo chmod 755 /etc/grub.d/30_os-prober

sudo update-grub

Se si vuole anche che ubuntu non sia il sistema selezionato per default da grub all'accensione, occorre modificare il file /etc/default/grub variando la riga:

 
GRUB_DEFAULT=0

in:

GRUB_DEFAULT=n

dove vale 1 per settare la seconda voce del menu, 2 per la terza ecc.

e poi eseguire:

sudo update-grub

2.5.3   Risoluzione dello schermo

Per cambiare la risoluzione dello schermo usare la funzione disponibile in «Sistema-->Preferenze-->Visualizzazione».

2.5.4   Accesso al sito locale

Con il browser collegarsi a: http://localhost; si ottiene il menu con la documentazione aggiuntiva (Appunti informatica libera, Dispense Samba e LDAP ecc. ); se la visione dei filmati non funzionasse direttamente dal browser, provare a scaricarli sul desktop e aprirli con «Riproduttore filmati».

2.5.5   Accesso al CMS joomla

Con il browser collegarsi a: http://localhost/joomla; in questo modo si accede al sito costruito con joomla.

Se invece si accede a: http://localhost/joomla/administrator ci si collega al «back-end» amministrativo.

L'utente amministratore è admin con password joomla.

I dati usati in sede di installazione di joomla per il collegamento alla base dati MySQL indispensabile per il suo funzionamento sono:

Nnon dovrebbe essere necessario cambiare questi dati che comunque sono contenuti nel file /var/www/joomla/configuration.php.

Maggiori dettagli sull'uso di questo pacchetto si trovano in numerosissimi siti (fra cui <http://www.joomla.it>) e anche su alcuni libri in italiano di recente uscita.

2.5.6   Accesso a phpmyadmin e phppgadmin

Con il browser collegarsi a: http://localhost/phpmyadmin e a: http://localhost/phppgadmin rispettivamente.

2.5.7   Accesso a webmin e usermin

Con il browser collegarsi a: https://localhost:10000 e a: https://localhost:20000 rispettivamente.

2.5.8   Accesso a tomcat

Con il browser collegarsi a: http://localhost:8080.

Per accedere alle funzioni di amministrazione occorre modificare la congigurazione nel file /etc/tomcat6/conf/tomcat-users.xml aggiungendo i ruoli admin, manager all'utente tomcat (con password tomcat), oppure definendo uno o due utenti specifici per tali ruoli.

2.5.9   Uso di netkit

Netkit è costituito da un insieme di strumenti che permettono di simulare interi laboratori di rete all'interno di un sistema linux; è stato creato presso l'Università di Roma3 ed è di grande utilità soprattutto a scopo didattico.

Il pacchetto è installato in /opt ed è già configurato per il funzionamento.

La documentazione si trova presso <http://wiki.netkit.org/index.php>; qui vediamo brevemente i comandi per creare due macchine virtuali (da lanciare da un terminale grafico):

vstart m1 --eth0=hub0

vstart m2 --eth0=hub0

In questo modo si creano e avviano le due macchine di nome m1 e m2 su due ulteriori terminali, entrambe con interfaccia di rete eth0 appartenenti al dominio hub0.

In entrambe le macchine abbiamo a disposizione un sistema Debian solo testuale ma perfettamente funzionante e possiamo configurare la rete, verificare il collegamento, testare i vari servizi disponibili.

Notiamo anche che nella directory /hostname delle macchine virtuali, risulta disponibile la directory personale dell'utente che le ha attivate, cosa che permette un comodo scambio di file tra la macchina reale e quelle virtuali.

Infine citiamo la presenza dei comandi vlist e vhalt nome_macchina che servono rispettivamente ad elencare le macchine attivate e a spegnere una macchina virtuale; per tutti questi comandi è comunque disponibile il manuali in linea.

2.6   Informazioni varie


Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome ubuntu_ff.html

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